di Dario Fo e Franca Rame
regia Giorgio Gallione
con Lodo Guenzi, Roberto Rustioni, Eleonora Giovanardi, Marco Ripoldi, Alessandro Federico, Matteo Gatta
Nidodiragno/CMC produzioni |Infinito e Argot Produzioni |Teatro Carcano
Nel 1921 un emigrante italiano “volò” fuori dalla finestra del palazzo della polizia di New York: è questo l’episodio che Dario Fo prende a pretesto per Morte accidentale di un anarchico, una farsa tragica, divertentissima e inquietante che dopo più di cinquant’anni è ancora oggi rappresentata con grande successo in tutto il mondo. La “morte accidentale“, così ironicamente definita da Fo, è in realtà quella dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dal quarto piano della Questura di Milano durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana.
La genialità di Fo è quella di ambientare questo avvenimento in un contesto ridicolmente grottesco, con protagonista e motore dell’azione un Matto, un moderno giullare affetto guarda caso da “istriomania” (cioè il bisogno irrefrenabile di spacciarsi per altre persone) e che usa perciò il gioco comico e lo sberleffo satirico come arma per smascherare le bugie arroganti di un potere goffo e sfacciato che nega la verità e l’evidenza della propria degradazione.
Il nostro Matto sarà Lodo Guenzi, attore dai poliedrici talenti che guiderà una sarabanda comica, un po’ commedia degli equivoci, un po’ grottesco teatro di denuncia, cosciente della grande eredità dell’autore premio Nobel e moderno performer che fa propria quella tradizione per rinnovarla e rimodellarla sulla propria sensibilità artistica.